Cos'è e perché vale davvero il viaggio
Il Festival della Scienza di Genova non è un evento di nicchia per addetti ai lavori. È uno di quei rari appuntamenti che riesce a far stare insieme fisici nucleari e bambini delle elementari, premi Nobel e insegnanti di liceo, ricercatori universitari e pensionati curiosi — tutti nella stessa stanza, davanti alle stesse domande, con la stessa meraviglia. È per questo che è diventato, nel corso dei vent'anni dalla sua fondazione nel 2003, uno degli eventi scientifici più importanti d'Europa per il grande pubblico. Non il più tecnico. Il più umano.
La XXIV edizione del 2026 ha come tema "Prospettive" — una parola che, nel linguaggio della scienza, porta con sé significati molteplici: il punto di vista dell'osservatore, le traiettorie future della ricerca, il cambiamento di scala che trasforma un fenomeno locale in un problema globale. È il tipo di tema che funziona sia per una conferenza di cosmologia che per un laboratorio di ottica per bambini: il festival sa come costruire questa continuità senza renderla banale.
Il programma è un organismo complesso: oltre 300 eventi distribuiti in dieci giorni, in più di 50 spazi diversi in tutta la città. Le sedi principali sono il Palazzo Ducale e il Palazzo della Borsa nel cuore del centro storico genovese, ma il festival non si ferma lì. Biblioteche di quartiere, cortili universitari, piazze, teatri — Genova intera diventa un laboratorio aperto. Questo significa che ogni giornata al festival è imprevedibile nel senso migliore: puoi entrare in una sala per ascoltare uno scienziato di fama internazionale e trovare, nella sala accanto, un gruppo di ragazzi delle medie che costruisce un robot con i lego.
Tra i 300 protagonisti previsti in edizioni recenti si contano nomi come Carlo Rovelli, Elena Cattaneo, Enrico Giovannini, Barbara Mazzolai, Lisa Randall — persone che nella vita fanno ricerca sul serio e che al festival si fermano a spiegare perché questa ricerca cambia il modo in cui guardiamo il mondo. Non è divulgazione semplificata: è scienza raccontata da chi la vive, con la chiarezza di chi sa di avere davanti un pubblico curioso ma non specializzato.
Per le famiglie con bambini, il Festival della Scienza è uno degli eventi italiani più utili e intelligenti. I laboratori hands-on sono pensati per fasce d'età diverse e si prenotano — è fortemente consigliabile farlo con anticipo, perché si esauriscono velocemente. Un bambino di sei anni può toccare con mano l'effetto di una lente di Fresnel. Un ragazzo di quattordici può partecipare a una simulazione di missione spaziale. Un adulto di quarant'anni può restare in silenzio per venti minuti ad ascoltare una cosmologa che spiega perché l'universo non ha centro. Tutte cose vere, verificabili anno per anno sul programma del festival.
Come organizzare le giornate al festival
Con 300 eventi in 10 giorni, la selezione è necessaria. Il consiglio pratico è leggere il programma prima di partire e identificare 4-6 eventi imperdibili per ogni giornata, lasciando margine per le sorprese. Le conferenze principali al Palazzo Ducale durano tipicamente 60-90 minuti; i laboratori si prenotano online. Le mattine sono ideali per i laboratori con bambini; i pomeriggi e le serate sono il momento migliore per le conferenze e gli incontri con i ricercatori. Chi alloggia a Rapallo può scegliere di andare a Genova tutti i giorni o alternare con giornate in Riviera, senza alcun vincolo.
