Cos'è e perché vale davvero il viaggio
C'è qualcosa di raro in un evento che dura da oltre settant'anni senza perdere nulla della sua carica emotiva. La Sagra del Pesce di Camogli è esattamente questo: una festa popolare nata nel 1952 per iniziativa dell'Ente di Turismo locale, che da allora si ripete ogni seconda domenica di maggio con la stessa semplicità disarmante. Il porto di Camogli si riempie di famiglie, curiosi, amanti del cibo e fotografi — e al centro di tutto c'è quella padella, enorme, inconfondibile, che frigge senza sosta per ore.
La padella è diventata il simbolo di Camogli nel mondo: acciaio inox, quattro metri di diametro, circa 3.000 litri di olio per ogni sagra. Permette di friggere fino a 30.000 porzioni di pesce nel corso della giornata, distribuite gratuitamente a chiunque si presenti con un po' di pazienza e voglia di stare insieme. Non è un ristorante, non è un mercato: è una comunità che condivide il proprio mare con tutti i visitatori. Lo spirito è genuinamente marinaro — generoso, diretto, privo di pretese.
Il pesce protagonista è tipicamente il pesce azzurro locale: acciughe, sgombri, bianchetti secondo disponibilità e stagione. La frittura viene condita con sale grosso e servita in carta, come vuole la tradizione. Attorno alla padella si organizza tutta la giornata: le bancarelle dei pescatori, le barche ormeggiate al porto, i ristoranti che propongono menù a tema, la messa solenne in onore della Madonna del Boschetto con la processione sul mare. La sagra non è solo cibo: è un rito collettivo che racconta Camogli meglio di qualsiasi guida turistica.
Nel 2026 si celebra la 74ª edizione — un numero che già da solo dice quanto questa tradizione sia radicata e amata. Le edizioni si contano con orgoglio, come gli anniversari di una famiglia numerosa: ogni volta è diversa, ogni volta è la stessa. Essere lì almeno una volta è una di quelle esperienze che la Liguria regala senza chiedere nulla in cambio.
Cosa aspettarsi concretamente
La domenica della sagra Camogli si sveglia presto. Le code per il pesce fritto iniziano a formarsi già nelle prime ore del mattino: arrivare entro le 10-11 garantisce attese più contenute. Il porto e Piazza Colombo diventano il cuore pulsante della giornata, con la padella accesa e fumante come punto di riferimento visivo e olfattivo impossibile da ignorare. La fila è parte dell'esperienza: ci si parla, ci si scambiano consigli, si sente la città che si racconta.
Chi non vuole aspettare può comunque godersi il borgo: la spiaggia di ciottoli, la basilica di Santa Maria Assunta, il lungomare dipinto di case colorate. Nel pomeriggio la folla si dirada leggermente e il ritmo si fa più lento. Il modo migliore per chiudere la giornata è un caffè sul porto guardando le barche — e portare a casa il profumo della frittura come souvenir involontario.

