Cos'è e perché vale il viaggio
Sestri Levante è da sempre una città con una vocazione culturale fuori scala rispetto alle sue dimensioni. Non è solo la Baia del Silenzio — una delle spiagge più fotografate d'Italia — né soltanto il legame con Hans Christian Andersen che qui trovò ispirazione per alcune delle sue fiabe. C'è qualcosa nel modo in cui la penisola si protende nel mare che invita alla creatività, al racconto, all'osservazione del mondo. Il Riviera International Film Festival nasce da questa vocazione: non potrebbe stare da nessun'altra parte.
Fondato nel 2016, il RIFF si è costruito in pochi anni una reputazione solida nel panorama dei festival cinematografici indipendenti italiani. La sua forza è la focalizzazione: non insegue il blockbuster, non punta sulle star consolidate. Punta invece sulle storie che contano e sui registi che ancora devono trovare la propria voce. La sezione competitiva principale è riservata a opere di autori under 35 — una scelta editoriale netta, coerente con l'identità del festival. La seconda anima è quella dei documentari ambientali e sul clima: film che non fanno solo bella immagine, ma affrontano le trasformazioni che il pianeta sta vivendo con la profondità che solo il cinema documentaristico sa dare.
La X edizione del 2026, in programma dal 5 al 10 maggio, porta avanti questa doppia vocazione con un programma che include proiezioni al Cinema Ariston — storica sala nel cuore della città — e serate speciali all'ex-Convento dell'Annunziata, una location di straordinaria suggestione con vista sul mare. Il red carpet della cerimonia di apertura, le proiezioni notturne, le sessioni di Q&A con registi e produttori: il RIFF non è solo un festival per cinefili, è un evento per chi ama le storie ben raccontate.
La sezione educativa è un elemento che distingue il RIFF da molti altri festival dello stesso livello: le scuole liguri vengono coinvolte attivamente, con proiezioni mattutine pensate per le classi, laboratori con filmmaker e momenti di incontro tra giovani spettatori e giovani autori. Un circuito virtuoso che rende il festival parte del tessuto culturale del territorio, non un evento calato dall'esterno.
Per chi arriva da fuori — e in particolare da Rapallo — il RIFF è un motivo eccellente per essere in Riviera in un periodo, inizio maggio, che per molti versi è il migliore dell'anno: mare ancora fresco ma aria tiepida, spiagge non affollate, prezzi nella norma, paesaggi nella loro versione più verde e luminosa prima del grande caldo estivo.
Cosa aspettarsi nei giorni del festival
Il RIFF ha un ritmo che si adatta bene a chi vuole vivere il festival senza sacrificare il resto della Riviera. Le proiezioni mattutine sono spesso dedicate alle scuole; nel pomeriggio si concentrano le sessioni di concorso aperte al pubblico; la sera arrivano gli eventi speciali — anteprime, incontri con i registi, cerimonie. Chi alloggia a Rapallo può tranquillamente prendere un treno la mattina, seguire due o tre proiezioni nel pomeriggio e rientrare per la cena. Oppure restare per una serata speciale e tornare con l'ultimo regionale. La flessibilità è totale.
