Un territorio che si racconta attraverso il design
Il Tigullio Design District nasce da una constatazione semplice: il Golfo del Tigullio è già, da secoli, un luogo di qualità artigianale, di cura estetica, di manifattura alta. Le botteghe di Chiavari con le famose sedie in paglia e legno curvato, gli studi di architettura diffusi lungo la Riviera, i laboratori di ceramica e tessitura che sopravvivono nei centri storici di Rapallo e Santa Margherita — tutto questo esisteva molto prima che qualcuno pensasse di chiamarlo "distretto". Il progetto ha avuto il merito di renderlo visibile, connettendolo in un format contemporaneo che invita chi ha interesse per design e creatività a esplorare il territorio con occhi diversi.
Il distretto funziona come un itinerario aperto: atelierr, showroom, studi professionali, gallerie e spazi d'autore aprono le porte al pubblico in giornate dedicate, permettendo un accesso che normalmente non sarebbe possibile. Si entra in uno studio di architettura a Rapallo per vedere come viene progettata una ristrutturazione ligure. Si visita una bottega di intarsi a Chiavari che produce ancora con tecniche centenarie. Si scopre un brand di arredamento nato da un artigiano locale che ha trasformato la tradizione in linguaggio contemporaneo. Ogni spazio ha la sua storia, e il distretto le mette tutte in sequenza.
La geografia aiuta enormemente. Rapallo, Santa Margherita Ligure e Chiavari sono collegate dalla stessa linea ferroviaria e distano pochi minuti l'una dall'altra: due minuti da Rapallo a Santa Margherita, quindici a Chiavari. Questo significa che in una sola giornata si riesce a visitare spazi in tre comuni diversi senza mai prendere un'auto, senza cercare parcheggio, senza perdere tempo in logistica. Il paesaggio che si attraversa — mare, ulivi, borghi storici — fa parte dell'esperienza tanto quanto gli spazi creativi che si visitano.
Il pubblico che frequenta il distretto è curioso e composito: interior designer e architetti in cerca di fornitori o ispirazioni, viaggiatori attratti dalla qualità artigianale italiana, appassionati di design che vogliono andare oltre le solite fiere metropolitane, coppie in vacanza che cercano qualcosa di più delle spiagge. Il tono è informale e diretto — nessuno ti vende niente, ti mostrano quello che fanno — ma il livello qualitativo è alto.
Cosa aspettarsi durante le giornate del distretto
Le aperture si concentrano tipicamente nel fine settimana, con una logica di circuito aperto: una mappa (disponibile sul sito ufficiale e spesso in formato cartaceo presso i punti di accoglienza) indica tutti gli spazi aderenti con orari e tipologia. Non c'è un programma rigido da rispettare — si entra, si guarda, si parla con chi lavora lì, si esce e si cammina verso la prossima tappa. Il formato premia chi ama prendersi tempo, fermarsi, fare domande. Non è pensato per chi vuole "fare tutto" in fretta.
Alcuni spazi organizzano workshop o dimostrazioni pratiche in parallelo alle aperture standard — un falegname che mostra la curvatura del legno, un ceramista che lavora al tornio, un architetto che racconta un progetto in corso. Questi momenti aggiuntivi hanno spesso posti limitati e si prenotano online: tenerli d'occhio nel programma ufficiale è una buona strategia per chi vuole andare oltre la semplice visita.


